Presente e futuro azzurro in quel Napoli Cagliari

L'anno 1991/92 fu il più traumatico che si rcordi per la Napoli calcistica. Era il primo dopo Maradona e fu una stagione di rimorsi, tristezza e tormento.

Il Napoli di Corrado Ferlaino cercò di andare avanti e affidò la panchina al giovane tecnico emergente Claudio Ranieri, che chiuse il torneo con un buon 4° posto, con 42 punti.

La campagna acquisti certo non fu quella scoppiettante degli anni d'oro, con i soli Laurent Blanc e Michele Padovano a scaldare poco i cuori dei tifosi azzurri. Ma trovarono in Gianfranco Zola, il fantasista che alleviò l'amarezza per la partenza del fuoriclasse argentino, la stagione del tamburino sardo fu strepitosa e in coppia con Careca contribui notevolmente ai buoni risultati ottenuti dalla squadra. 

In campionato quell’anno gli azzurri stazionarono a lungo in 3° posizione dietro Milan e Juventus, ma nelle ultime tre giornate furono sorpassatti definitivamente dalla prepotente ascesa dal Torino di Mondonico. 

Nel giorno dell'Immacolata davanti a 38.495 spettatori ad affollare le gradinate dello stadio San Paolo, sotto la direzione dell'arbitro Bazzoli della sezione di Merano, Napoli e Cagliari si affrontarono rispettivamente con le seguenti formazioni:  

Napoli: Giovanni Galli, Laurent Blanc, Ciro Ferrara, Giancarlo Corradini, Alemão, Massimo Crippa, Giovanni Francini, Fernando De Napoli, Gianfranco Zola, Antonio Careca, Michele Padovano.

Cagliari: Mario Ielpo, Gianluca Festa, José Herrera, Nicolò Napoli, Aldo Firicano, Enzo Francéscoli, Mauro Nardini, Gianluca Gaudenzi, Pierpaolo Bisoli, Gianfranco Matteoli, Daniel Fonseca.

Il Cagliari dell'abile tecnico Mazzone, sfoderò da subito le proprie sciabole con la coppia Fonseca Francescoli a mettere a ferro e fuoco la retroguardia napoletana, con scorribande in lungo e largo che solo un esperto e fortunato Galli riusci a tamponare.

La squadra di Ranieri che non si aspettava un Cagliari così arrembante, riuscì mosso da un impeto d'orgoglio a spostare a metà primo tempo l'inerzia della gara. Da un incursione sulla fascia destra nacque il vantaggio del Napoli, ad opera di Careca, abile a ribattere in rete una conclusione respinta in malo modo dalla retrogurdia isolana.

La rete del vantaggio galvanizzò i partenopei, che allo scadere raddoppiarono sempre con il fuoriclasse brasiliano, che con un diagonale millimetrico trafisse per la seconda volta Ielpo.

Il Cagliari era alle corde, e la ripresa ricominciò così come era finita la prima frazione di gioco, con l'undici azzurro a macinare gioco facilitato dall'espulsione di Firicano per doppio giallo.

Blanc di testa prima e Zola da distanza ravvicinata dopo, diedero il la alla goleada che di li a poco si abbattè su Fuorigrotta. Al 68' di gioco su un cross dalla sinistra del rullo compressore Crippa, in area svettò la testa di Francini e la palla finì in rete per il 3-0.

Nemmeno 10 minuti e da una triagolazione Alemao e Careca nacque l'atterramento in area ai danni dell'attaccante carioca che portò al calcio di rigore asssegnato ai padroni di casa. Dal dischetto l'altro attaccante Padovano che di sinistro spiazzo il portiere rossoblù e mise il sigillo finale sulla partita.

Napoli Cagliari 4-0. 

 

 

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