L’annuncio di Hillary Clinton: «non correrò per le elezioni presidenziali del 2020»

L’ex candidata democratica mette a tacere i rumors di una discesa in campo imminente contro Trump: «continuerò a lavorare e lottare per quello in cui credo»

 

La lunga carriera di Hillary Clinton in politica si conclude almeno sul piano delle cariche pubbliche. L’ex first lady, senatrice dello Stato di New York, Segretario di Stato di Barack Obama e prima donna nella storia scelta dal Partito democratico come candidata alle elezioni presidenziali, quelle del 2016, ha definitivamente messo a tacere le voci che la volevano pronta ad una sua terza discesa in campo per le elezioni presidenziali con un’intervista alla tv di New York News 12. La prima, nel 2008, fu stroncata da Barack Obama, senatore semi-sconosciuto dell’Illinois, che convinse gli elettori democratici durante le primarie di quell’anno e sconfisse poi lo sfidante repubblicano John McCain diventando Presidente; la seconda quella del 2016, quando tutti ritenevano che sarebbe stata lei la prima Presidente donna degli Stati Uniti. La storia è nota: dopo aver battuto tutti gli sfidanti del Partito democratico, compreso Bernie Sanders che non concesse la vittoria fino alla fine, Hillary fu sconfitta a sorpresa da Trump a causa anche dello strano meccanismo di voto previsto negli Stati Uniti. Nonostante gli oltre 3 milioni di voti di vantaggio della Clinton, infatti, il tycoon di New York conquistò un numero maggiore di grandi elettori, portando così a casa la vittoria.

Il suo ritiro dalle cariche pubbliche, avvenuto in realtà già alla fine del 2016, segna la fine dell’era Clinton nella politica statunitense, iniziata con l’elezione di Bill Clinton a Presidente degli Stati Uniti nel 1992. La coppia Clinton si insediò alla Casa Bianca nel gennaio 1993, dopo 12 anni di presidenza repubblicana: i due mandati di Reagan negli anni Ottanta e l’unico mandato di George H.W. Bush dal 1988 al 1992. Il clintonismo fu la “Terza Via”, il rinnovamento del Partito democratico rappresentato negli stessi anni in Europa da Tony Blair, da sempre molto vicino ideologicamente alla coppia. La politica progressista dei Clinton tenne conto della lotta all’immigrazione illegale – il primo tratto di muro con il Messico, tra San Diego e Tijuana, fu costruito proprio durante il primo mandato di Bill – e aprì a trattati di libero scambio come il Nafta, con Canada e Messico. La carriera politica di Hillary, proseguita dopo gli anni da first lady, ha visto due vittorie come candidata senatrice dello Stato di New York, incarico ricoperto per quasi 8 anni, e la chiamata da parte dello sfidante Obama a ricoprire uno dei ruoli più importanti della sua nuova amministrazione. Da Segretario di Stato, Hillary Clinton avrebbe visitato 112 Paesi nel mondo, rappresentato l’era Obama e il suo progressismo, investito enormi energie per la cooperazione internazionale secondo i dettami dello smart power e rivolto particolare attenzione al sud-est asiatico, area considerata di fondamentale importanza per le future relazioni economiche mondiali.

Dopo la sua sconfitta shock contro Donald Trump, Clinton ha continuato a fungere da principale esponente del Partito democratico, rilasciando dichiarazioni sulla politica del suo sfidante e tenendo discorsi in università ed eventi pubblici. La sua discesa in campo per le elezioni presidenziali ha aperto una nuova strada: sono già sei, quest’anno, le donne che hanno annunciato la loro candidatura all’interno del Partito democratico, tra cui Elizabeth Warren, senatrice del Massachusetts, Kamala Harris, senatrice della California e prima asio americana a ricoprire la carica, e Kirsten Gillibrand, senatrice dello Stato di New York dal 2009, la cui carica era stata ricoperta fino all’anno precedente proprio da Hillary Clinton. Anche Bernie Sanders, sfidante della Clinton durante le primarie del 2016, ha annunciato che scenderà nuovamente in campo il prossimo anno, risvegliando immediatamente l’entusiasmo di molti dei giovani che lo avevano supportato nel precedente tentativo.

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